Convegno sulla comunicazione
“Comunicazione politica e comunicazione istituzionale: alleate o antagoniste?”, prevale l'idea della cooperazione nell'interesse del cittadino



Si è svolto venerdì 17 ottobre 2008, presso la sala conferenze di Palazzo Aragonà-Cuto a Bagheria, il convegno "Comunicazione Politica e Comunicazione Istituzionale: alleate o antagoniste?", organizzato dalla Delegazione Sicilia dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale con il patrocinio del Comune di Bagheria.
Lo scopo dell'incontro è stato quello di distinguere sostanzialmente le due forme di comunicazione, cercando inoltre di mettere in evidenza il vero ruolo dei comunicatori istituzionali: informare il cittadino.
Ai saluti del sindaco di Bagheria, Biagio Sciortino, del Consigliere della Provincia di Paleremo, Bartolomeo Di Salvo e dell' Assessore alla Comunicazione del Comune, Gianluca Rizzo sono seguiti gli interventi degli esperti della comunicazione: Rosaria Caltabiano, delegata regionale dell'Associazione "Comunicazione Pubblica" e del professor Francesco Pira, docente di Comunicazione presso l'Università di Udine, consigliere nazionale dell'Associazione "Comunicazione Pubblica" e co-autore del volume 'La nuova comunicazione politica'.
Sono intervenuti anche, fornendo il loro contributo, l'onorevole Tonino Russo, deputato nazionale e componente Commissione nazionale Cultura, Comunicazione e Pubblica Istruzione e il senatore Giampiero D'Alia, membro della commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.
Moderatrice dell'incontro Marina Mancini, responsabile ufficio stampa del Comune di Bagheria e consigliere di delegazione di "Comunicazione Pubblica".
Introducendo i temi della discussione, la giornalista ha sottolineato il fatto che "la comunicazione non deve essere inteso come un accessorio, ma come uno strumento che ha un ruolo strategico per la trasparenza delle attività amministrative e per la partecipazione dei cittadini in un'ottica di governance".
Nell'accogliere gli ospiti che hanno partecipato al dibattito, il sindaco di Bagheria, Biagio Sciortino, ha aperto la discussione, spiegando come in un territorio attento all'informazione come quello bagherese: "sia necessario che la comunicazione proveniente dall'amministrazione sia la più chiara possibile e che venga rivolta a tutti i cittadini senza essere di parte. Per far questo bisogna operare con la massima trasparenza. Il nostro impegno è rivolto al fine di realizzare quest'obiettivo.
Il nostro ufficio stampa, infatti, già da tempo, si preoccupa di pubblicare, col la collaborazione di tutti i settori, il PRG (piano regolatore generale), le delibere e i regolamenti, insieme ai bandi di gara e a diverse informazioni utili a tutti i cittadini.
Un modo di comunicare in maniera chiara e trasparente garantisce un'informazione libera e senza pregiudizi".
Secondo il Consigliere della Provincia di Palermo, Bartolo Di Salvo: "oltre alla trasparenza, bisogna aver ben chiaro il modo in cui le informazioni devono essere veicolate.
La comunicazione deve avvenire attraverso un linguaggio asettico e privo di ambiguità. Se non si utilizza un registro oggettivo, il cittadino può essere anche ingannato.
La comunicazione è, infatti, uno strumento che se utilizzato in malo modo può essere pericoloso. Spesso dietro ai messaggi istituzionali si nascondono propagande politiche".
"Sicuramente c'è ancora molta ambiguità tra le due forme di comunicazione - ribadisce l'Assessore alla Comunicazione, Gianluca Rizzo. - Molte volte il cittadino non sa come interpretare i messaggi che arrivano dall'istituzione pubblica.
Per questo, il Comune di Bagheria sta lavorando alla produzione di un 'piano di comunicazione'. In questo si andranno a regolamentare i diversi flussi comunicativi: sia quelli interni all'amministrazione, sia esterni (verso i cittadini), ed inoltre si cercherà di ottimizzare al meglio il flusso di comunicazione bidirezionale, quello per cui associazioni di cittadini, o anche il singolo, potrà fornire contributi che l'amministrazione accoglierà".
In questa prospettiva di sviluppo del sistema e in molte altri aspetti legati all'importanza della comunicazione con i cittadini, Rosaria Caltabiano, delegata regionale di "Comunicazione Pubblica" riconosce in Bagheria un centro virtuoso: "penso che i bagheresi debbano apprezzare l'impegno di un'amministrazione consapevole dell'importanza della comunicazione.
In tutto il territorio nazionale, infatti, nonostante negli anni - anche grazie all'impegno dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale - si è già fatto molto per migliorare l'efficacia del servizio ai cittadini, purtroppo la legge n.150/2000 che disciplina le attività di informazione e di comunicazione delle P.A., non è ancora attuata in pieno.
Occorre che tutte le istituzioni pubbliche si impegnino a rivalutare l'importanza della "carta dei servizi": uno strumento di controllo e verifica del lavoro svolto dall'Ente.
In sostanza, un patto chiaro tra amministratori e cittadinanza. Chi amministra, infatti, non è mai sovrano, ma esiste in funzione dei cittadini, e la verifica può avvenire solo se il cittadino è informato in maniera chiara e trasparente e continuamente sollecitato ad esserlo".
Secondo il professor Francesco Pira: "il problema della comunicazione pubblica e politica sta nella mancanza di strumenti capaci di far partecipare attivamente i cittadini.
La scelta e l'uso errato dei mezzi di trasmissione delle informazioni allontana il cittadino dai fatti concreti.
La politica di oggi, ad esempio si affida ancora a mezzi tradizionali e non sfrutta o utilizza male quelli moderni come il web.
Inoltre c'è anche problema legato al linguaggio utilizzato: troppo vecchio e incapace di coinvolgere il destinatario delle informazioni.
Per cercare di risolvere tali problemi occorrerebbe recuperare certe figure professionali come quella appunto del comunicatore istituzionale.
Si dovrebbero formare i giovani che si vogliono avvicinare a questa disciplina, magari attraverso dei seminari, dato che anche le università non riconoscono l'importanza di questa figura professionale.
Devono essere ricercati tutti quegli elementi di coesione tra politica e comuni cittadini che possano ricostruire un rapporto diretto. Purtroppo però l'impegno delle singole persone non è sufficiente.
La situazione attuale, in cui la comunicazione delle istituzioni pubbliche risulta confusa e ambigua è anche determinata dall'assenza di norme che regolino chiaramente la comunicazione.
Senza regole precise viene meno anche l'etica nella comunicazione con la conseguenza di assorbire senza poter partecipare".
Agli interventi degli esperti sono seguiti i pareri dei rappresentanti politici chiamati a discutere la questione, secondo il deputato nazionale e componente commissione Nazionale Cultura, Comunicazione e Pubblica Istruzione, Tonino Russo: "spesso nelle amministrazioni si viene a confondere il dovere della comunicazione istituzionale e gli interessi del partito.
Quando un sindaco viene eletto, diventa il sindaco per tutti e per questo al di là dei colori politici, la sua amministrazione deve quindi fornire un servizio a tutta la cittadinanza. La comunicazione politica fornisce dei dati soggettivi, con un punto di vista che si differenzia solo tra maggioranza e opposizione. Quella istituzionale invece deve fornire dati oggettivi attraverso un'unica dimensione che non sia di parte".
Giampiero D'Alia, senatore e membro della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, riprende invece il problema della distanza tra il cittadino e la vita politica fatto emergere dal professor Pira: "il cittadino non si sente più rappresentato dalla classe dirigente.
È venuto a mancare il senso di appartenenza che prima si ricavava attraverso un tipo di comunicazione più diretta. La comunicazione politica di oggi è fortemente condizionata da un sistema elettorale che punta su un leader, sempre più attento all'immagine e che comunica attraverso i mezzi di massa, tipicamente unilaterali.
Una speranza per ristabilire il sano confronto tra cittadino e classe dirigente è l'uso di internet".
Secondo quanto emerso durante la discussione, la risposta alla questione avanzata dagli organizzatori "Comunicazione Politica e Comunicazione Istituzionale: alleate o antagoniste?" è da ricercare in un rapporto di sinergia tra le due per forme di comunicazione.
Soltanto cooperando al fine di fare applicare le norme già esistenti, come appunto la legge 150/2000, e impegnandosi nella produzione di altrettanti regolamenti capaci di creare un rapporto più diretto e bidirezionale con i cittadini, si potrà rispondere in maniera chiara ed efficace ai bisogni della collettività.
Alessandro Ventura


Ufficio Stampa Bagheria
22/10/2008




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