Maurizio Calvesi
Maurizio Calvesi cittadino onorario di Bagheria



Ha una memorabile produzione letteraria e saggistica sull'arte, è professore emerito dell'Università di Roma La Sapienza, dirige la rivista Storia dell'arte ed è socio dell'accademia dei Lincei, ha diretto due edizioni della Biennale di Arti visive di Venezia, ha vinto numerosi premi, è tra i più eminenti critici d'arte in campo internazionale e dal 12 ottobre è anche cittadino onorario di Bagheria.
Stiamo parlando del professor Maurizio Calvesi, cui la città di Bagheria ha voluto tributare il riconoscimento della cittadinanza per averlo tra i suoi figli.
Alla presenza del sindaco Biagio Sciortino, dell'assessore alla Cultura Sergio Martorana, del presidente della IV Commissione Cultura del Consiglio comunale, Paolo Amoroso e della direttrice del Museo Guttuso, Dora Favatella Lo Cascio, del figlio adottivo del maestro siciliano, Fabio Carapezza Guttuso e della professoressa Concetta Di Natale, un vasto pubblico presente a villa Cattolica, sede del museo Guttuso ha plaudito all'opera dello storico d'arte.
A tessere le lodi della lunga attività del critco d'arte la puntuale e attenta relazione della direttrice del museo che ha presentato un excursus della lunga e prestigiosa carriera di Calvesi.
Più personale il ricordo della professoressa Di Natale che rivendica di far parte della prima scuola, di essere componente dei primi allievi di Calvesi.
"Vedere arrivare in bicicletta colui che avrebbe occupato la cattedra di Argan e di Brandi ci stupì" racconta la docente ricordando gli anni siciliani di Calvesi, dal 1970 al '76.
"Abbiamo subito scoperto come il professore fosse aperto al dialogo, innovativo, voleva aprire i cervelli dei giovani coinvolgendoli anche con la visione diretta delle opere d'arte attraverso i viaggi di istruzione, con il metodo scientifico della ricerca, dell'utilizzo delle fonti, la catalogazione" ricorda la Di Natale sostenendo che conserva ancora gelosamente tutti i suoi appunti.
Particolarmente onorati i rappresentanti dell'amministrazione per annoverare un tale concittadino: con schiettezza il consigliere Amoroso ha riferito che cercando di documentarsi su internet sull'opera di Calvesi tanta e tale era la mole di informazioni che si è confuso per la grandiosità d'operato.
"Vivere con Guttuso mi ha consentito di frequentare personaggi della levatura di Calvesi" sostiene Fabio Carappezza, che aggiunge "il rapporto tra l'artista ed il critico era biunivoco"; non era solo l'artista ad offrire spunti al critico ma anche il contrario, ed il riferimento è alle lettere del '67, al saggio su Caravaggio, alle indagini alchemiche e le intuizioni di Calvesi sulla malinconia di Dürer.
Sottolineata anche la capacità di Maurizio Calvesi di cogliere con chiara sintesi i punti nodali dei passaggi artistici di Guttuso conosciuto durante la più grande mostra di Picasso nel 1953, oltre al poetico periodare dei suoi saggi.
Hanno voluto sottolineare l'importanza della scelta dell'amministrazione di poter annovarre Maurizio Calvesi tra i propri cittadini illustri il sindaco Sciortino e l'assessore Martorana.
"E' un momento importante anche per la nostra città, per rilanciarne l'immagine. Calvesi non sarà solo nostro concittadino ma ambasciatore di questa nuovo volto che intendiamo dare alla città" dice Martorana.
Orgoglio e onore è stato espresso anche dal consulente alle arti visive Arrigo Musti, che ha detto come il magistero di tali maestri sia forza per la fioritura di energie creative.
Grato del riconoscimento Calvesi non ha potuto non citare i fasti che furono della Città delle Ville.
Ha ricordato il viale alberato che conduceva a villa Palagonia, ed ha auspicato che un'amministrazione così attenta possa ricostruire le bellezze di un tempo.
E' poi passato ad enunciare le varie volte in cui si occupò di Bagheria.
"Nel '51 la vidi per la prima volta e mi sono occupato della città in varie circostanze; nel caso della cittadinanza onoraria a Guttuso; per i battibecchi tra Venturi e l'artista Bagherese, quando scrissi sul Corsera della donazione di Guttuso a Bagheria" conclude il noto critico ricordando quando vide per la prima volta la "Vucciria".
"Renato srotolava la tela pian piano e l'emozione cresceva davanti a tanta bellezza. Rimasi estasiato".
Bagheria conta così su un altro illustre cittadino per cantare le sue bellezze.
Marina Mancini


Ufficio Stampa Bagheria
15/10/2008




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